sulla morte di DANIZA

DANIZA

 

Come avete sicuramente letto, l’orsa Daniza è stata uccisa durante un intervento di cattura in telenarcosi.

Daniza è stata riconosciuta colpevole di aver difeso i suoi cuccioli da un uomo incuriosito che si è avvicinato troppo per fotografarli; se l’orsa avesse voluto deliberatamente attaccare non ci sarebbero state possibilità di fuga. Per cui Daniza non era assolutamente pericolosa per gli uomini. Nonostante queste premesse e il fatto che i cuccioli andassero ancora seguiti dalla madre, i politici locali della provincia di Trento hanno deciso di effettuare la cattura dell’orsa, probabilmente per rispettare un certo tipo di turismo o per sostenere gli allevatori che temono per le loro pecore.

Questo comportamento mette in risalto in modo indiscutibile il rapporto tra gli uomini, la natura e gli animali. Non siamo più disposti a convivere, come facevano i nostri avi, con tutti gli altri animali che condividono il territorio sul quale viviamo: dobbiamo predominare, distruggere l’habitat nel quale viviamo, abbattere i boschi, ammazzare gli animali. Vogliamo bene ai grandi predatori, linci, lupi, orsi, ma guai incontrarne uno da vicino: ci ha guardato male, ci vuole attaccare. Non sopportiamo più nulla, sulla terra dobbiamo vivere solo noi e convivere con vicini di casa sottomessi.

La stessa cosa capita, del resto, anche con i cani vaganti. Segnalazioni ai carabinieri o anche sui giornali giustificate dal fatto che sono sempre pericolosi per i bambini: “l’autorità” deve intervenire subito. Normalmente un cane peloso di taglia media viene scambiato per un pericoloso maremmano, per non parlare dei boxer che vengono scambiati per pitbull aggressivi. Ci richiedono anche degli interventi per catturare dei pericolosi serpenti (in realtà innocui biacchi).

La procedura adottata nello specifico, la telenarcosi, consiste nello sparare una siringa riempita di anestetico. Il veterinario o la persona predisposta deve valutare molto bene l’animale che ha davanti: peso, caratteristiche di salute, posizione. Teoricamente bisognerebbe sparare nel muscolo all’animale fermo a breve distanza (la siringa sparata difficilmente segue un percorso rettilineo) e questo è quasi impossibile. Non è sufficiente possedere un porto d’armi, si deve adoperare il cervello. Molto meglio predisporre una gabbia trappola, ma anche in questo caso ci vuole pazienza, tanta pazienza.

Nel caso di Daniza, io credo che la paura che l’orsa si allontanasse, la fretta e il pressapochismo dettati dall’inesperienza, la certezza che l’orsa si addormentasse quasi istantaneamente (cosa assolutamente impossibile) per evitare di correrle dietro (ma l’orsa non era munita di dadiocollare ?) hanno forse convinto a preparare una dose di anestetico maggiore del dovuto (non sarà mai dichiarato) o semplicemente hanno sparato all’orsa nella parte del corpo sbagliata. Questo significa assoluta “mancanza di professionalità”, disinteresse e insensibilità nei confronti degli animali. Queste persone non possono occupare posti pubblici di responsabilità, in quanto non hanno le qualità. I politici, poi, dovrebbero tutelare anche l’ambiente e gli animali che sono parte integrante e indispensabile della nostra presenza sul pianeta. Ma i recenti fatti fanno pensare che tutelino solo le loro poltrone.

Serviranno questi fatti a ripensare ai rapporti tra uomini e gli altri animali ? personalmente ne sono poco convinto.

Roberto