world vegetarian day

world vegetarian day

Io sono fermamente convinto che una cultura di rispetto per gli animali, passi necessariamente attraverso la presa di coscienza di quello che giornalmente mangiamo.

Sperando che ciascuno di noi tragga le necessarie deduzioni, pubblico questo articolo della responsabile della direzione scientifica dell’ENPA Ilaria Ferri.

Roberto

La rivoluzione vegetariana per salvare il Pianeta.  

di Ilaria Ferri

Forse gli Animalisti non avrebbero mai pensato di essere così moderni. Oggi si parla di una necessaria rivoluzione vegetariana per salvare il mondo dalla deriva della desertificazione, della perdita della biodiversità e dei pericolosi cambiamenti climatici.
E a dirlo non sono solo le Associazioni animaliste ma gli economisti, gli scienziati, uno fra tutti Jeremy Rifkin. Un suo recente articolo apparso sulla rivista l’“Espresso” lancia un messaggio forte e chiaro: il mondo per salvarsi, ha bisogno di una rivoluzione vegetariana.
Sembrerebbe assurdo quanto appena scritto, ma l’equazione vegetariani per la salvezza del Pianeta è banale come la scoperta dell’acqua calda.

Le motivazioni della scelta vegetariana sono principalmente di natura etica-filosofica, igienico-salutista e ambientalista. Oggi l’ultima motivazione sembra essere necessaria per la sopravvivenza del Pianeta e non “solo” per centinaia di milioni di animali considerati solo “cibo” e non esseri viventi.

I dati parlano chiaramente, sulla terra ci sono circa 6,5 miliardi di persone, ma secondo la FAO solo il 20% può nutrirsi in modo adeguato.
Il 26% del Pianeta è “invaso” dagli allevamenti animali che ogni anno producono oltre 1500 miliardi di tonnellate di deiezioni che sono la causa dell’emissione del 18% dei gas serra, mentre l’uso dei veicoli ne produce il 14%.

I terreni della foresta amazzonica strappati al loro naturale splendore selvaggio sono ormai devastati dalla mano dell’uomo che taglia alberi e massacra centinaia di specie animali e vegetali per far diventare quei terreni pascoli per armenti destinati alla produzione di hamburger per Paesi già ipercolesterolici, o comunque campi per produrre foraggi per gli allevamenti.
L’ 88% dei terreni disboscati dell’Amazzonia sono stati destinati al pascolo, così come il 70% in Panama e Costa Rica.

Ciò determina una serie di danni inimmaginabili: il taglio delle foreste distrugge la biodiversità, toglie ossigeno, favorisce i fenomeni di desertificazione, aumenta
l’emissione di gas prodotti dagli animali allevati in modo intensivo e ne sacrifica la vita a vantaggio di pochi, con un prezzo pagato invece da molti uomini, animali e natura tutta.

Le deiezioni totali prodotte dagli allevamenti avicoli ogni anno sono pari a 50 miliardi di tonnellate, 1000 miliardi quelle dei bovini e 550 milioni di tonnellate quelle prodotte dagli altri animali. Gli escrementi prodotti solo in Usa sono 500 milioni di chili al secondo. Per un totale di oltre 1500 miliardi di tonnellate annue.

Inoltre gli animali allevati sono sottoposti a massicce dosi di antibiotici: solo in Europa ogni giorno si consumano 5000 chili !

Occorrono più di 16 chili di foraggi per produrre un chilo di carne e in media, secondo i dati FAO, occorrono da 1.000 a2.000 litri d’acqua per produrre un chilo di grano e da 13.000 a15.000 litri per ottenere la sessa quantità di carne da bovini alimentati con cereali.

Come animalisti sentiamo che la rivoluzione vegetariana è prioritariamente auspicabile per il diritto alla vita di altri esseri viventi non umani, come Ambientalisti è necessaria per il futuro del Pianeta.
Un futuro che è già dietro l’angolo e che non può essere lasciato al caso deve invertire la rotta, abbandonare il consumo di proteine animali a favore di vegetali e frutta anche per una più equa redistribuzione delle ricchezze e degli alimenti.

Oggi, quindi, non è più “solo” la spinta del giusto rispetto degli animali e delle motivazioni dietetico-salutiste ad essere le ragioni di una scelta vegetariana.
Il rispetto per la vita tutta e un mondo più equo passano per una scelta che ormai ci rende cittadini più consapevoli, capaci di valutare che i nostri comportamenti hanno impatti e ripercussioni globali.

Tra le diete vegetariane quella vegana (senza carne, pesce, uova, formaggi e derivati) è considerata molto radicale, ma è anche quella che è espressione di profondo rispetto nei confronti di tutto l’ambiente e la natura.
La mucca deve allattare il suo vitello che invece gli viene strappato per produrre carne ed essa deve continuare in modo forzoso e innaturale a riprodurre ancora vitelli da “carne” e a offrire sempre più latte per il consumo umano.

Il futuro del mondo e la sua sopravvivenza sono legati indissolubilmente al rispetto essenziale di tutti quegli equilibri fatalmente interconnessi tra loro, ad iniziare da ciò che consumiamo, a tavola e non.
Decidere di diventare quindi vegetariani e poi vegani non fa bene sono a noi stessi , ma anche agli animali e a tutti quei popoli che a causa dell’altra parte del mondo che vive nel consumo sfrenato, diventa sempre più povera e affamata.

Se tutte le coltivazioni destinate alla produzione di cereali e foraggi fossero riconvertite per uso umano, la fame nel mondo non esisterebbe perché un ettaro di terra destinato all’allevamento bovino produce solo 66 kg di proteine l’anno, mentre lo stesso spazio destinato alla coltivazione di legumi produrrebbe 1848 kg di proteine per il consumo umano!

Per un mondo più equo, più rispettoso dei diritti di tutti gli esseri viventi e della natura, la scelta vegan è l’unica soluzione concreta e reale e rappresenta la vera rivoluzione del terzo millennio che noi auspichiamo.
Molta strada resta ancora da percorrere perché mancano educazione, informazione, consapevolezza e responsabilità.
Molti medici sono ancora scettici se non addirittura chiusi totalmente alla possibilità di considerare la dieta vegetariana un’alimentazione sana e corretta.
Recentemente ho anche letto che qualcuno ancora, ignorando le motivazioni etiche, igieniche e ambientali che connotano il vegetarismo, ha scritto che si tratta di un grave disturbo dell’alimentazione.

Le società contemporanee sembrano ignorare la legge di causa ed effetto.

Il nostro compito è e sarà anche quello di rompere il silenzio, di informare, di mostrare le mostruosità e le sofferenze degli allevamenti e di aprire quindi al maggior numero di persone la prospettiva di un mondo possibile, quello in cui la nostra vita e la nostra sopravvivenza non possano e non debbano rappresentare la morte per milioni di vittime: animali innocenti e diseredati della terra, anch’essi considerati solo “bestie da macello”.

Se la lungimiranza venisse finalmente riconosciuta agli Animalisti, se ciò che oggi viene considerato banalmente un estremismo, se i nostri cartelli, le nostre manifestazioni e le nostre denunce saranno utili al cambiamento che è necessario per il mondo, o almeno contribuiranno a questo, potremmo sentirci finalmente parte essenziale di quella battaglia che da anni combattiamo per il diritto alla vita di milioni di esseri viventi umani e non umani innocenti, per la tutela della nostra salute e per la salvaguardia del Pianeta.

 

sulla morte di DANIZA

DANIZA

 

Come avete sicuramente letto, l’orsa Daniza è stata uccisa durante un intervento di cattura in telenarcosi.

Daniza è stata riconosciuta colpevole di aver difeso i suoi cuccioli da un uomo incuriosito che si è avvicinato troppo per fotografarli; se l’orsa avesse voluto deliberatamente attaccare non ci sarebbero state possibilità di fuga. Per cui Daniza non era assolutamente pericolosa per gli uomini. Nonostante queste premesse e il fatto che i cuccioli andassero ancora seguiti dalla madre, i politici locali della provincia di Trento hanno deciso di effettuare la cattura dell’orsa, probabilmente per rispettare un certo tipo di turismo o per sostenere gli allevatori che temono per le loro pecore.

Questo comportamento mette in risalto in modo indiscutibile il rapporto tra gli uomini, la natura e gli animali. Non siamo più disposti a convivere, come facevano i nostri avi, con tutti gli altri animali che condividono il territorio sul quale viviamo: dobbiamo predominare, distruggere l’habitat nel quale viviamo, abbattere i boschi, ammazzare gli animali. Vogliamo bene ai grandi predatori, linci, lupi, orsi, ma guai incontrarne uno da vicino: ci ha guardato male, ci vuole attaccare. Non sopportiamo più nulla, sulla terra dobbiamo vivere solo noi e convivere con vicini di casa sottomessi.

La stessa cosa capita, del resto, anche con i cani vaganti. Segnalazioni ai carabinieri o anche sui giornali giustificate dal fatto che sono sempre pericolosi per i bambini: “l’autorità” deve intervenire subito. Normalmente un cane peloso di taglia media viene scambiato per un pericoloso maremmano, per non parlare dei boxer che vengono scambiati per pitbull aggressivi. Ci richiedono anche degli interventi per catturare dei pericolosi serpenti (in realtà innocui biacchi).

La procedura adottata nello specifico, la telenarcosi, consiste nello sparare una siringa riempita di anestetico. Il veterinario o la persona predisposta deve valutare molto bene l’animale che ha davanti: peso, caratteristiche di salute, posizione. Teoricamente bisognerebbe sparare nel muscolo all’animale fermo a breve distanza (la siringa sparata difficilmente segue un percorso rettilineo) e questo è quasi impossibile. Non è sufficiente possedere un porto d’armi, si deve adoperare il cervello. Molto meglio predisporre una gabbia trappola, ma anche in questo caso ci vuole pazienza, tanta pazienza.

Nel caso di Daniza, io credo che la paura che l’orsa si allontanasse, la fretta e il pressapochismo dettati dall’inesperienza, la certezza che l’orsa si addormentasse quasi istantaneamente (cosa assolutamente impossibile) per evitare di correrle dietro (ma l’orsa non era munita di dadiocollare ?) hanno forse convinto a preparare una dose di anestetico maggiore del dovuto (non sarà mai dichiarato) o semplicemente hanno sparato all’orsa nella parte del corpo sbagliata. Questo significa assoluta “mancanza di professionalità”, disinteresse e insensibilità nei confronti degli animali. Queste persone non possono occupare posti pubblici di responsabilità, in quanto non hanno le qualità. I politici, poi, dovrebbero tutelare anche l’ambiente e gli animali che sono parte integrante e indispensabile della nostra presenza sul pianeta. Ma i recenti fatti fanno pensare che tutelino solo le loro poltrone.

Serviranno questi fatti a ripensare ai rapporti tra uomini e gli altri animali ? personalmente ne sono poco convinto.

Roberto

 

ricette pasquali per festeggiare e lasciar vivere

Chi segue uno stile di vita consapevole considera tutti gli animali esseri sensibili con un valore proprio e non semplici oggetti.
Per celebrare la prossima Pasqua in letizia e pace con se stessi, evitiamo, almeno, di cibarsi di carne di agnelli, salveremmo, così, tantissimi piccoli animali allevati con il solo scopo della macellazione dopo poche settimane di vita. Eliminiamo tutto quello che comporta morte e sofferenza.

Il problema non è ‘Possono ragionare?’ e neanche ‘Possono parlare?’, ma ‘Possono soffrire ?’

Di seguito troverete alcune ricette vegetariane per festeggiare e lasciar vivere.

Vegan_menù per festeggiare e lasciare vivere 1

Vegan_menù per festeggiare e lasciare vivere 2

Vegan_menù per festeggiare e lasciare vivere 3

 

“A SPASSO CON FIDO PER LE VIE DEL CENTRO”

LOCANDINA 2014

 

Siamo alla quarta edizione di “A spasso con Fido” . Lo scorso anno eravamo oltre 150 – cani – e almeno due accompagnatori per cane: un allegrissimo corteo per le vie di Chieri.

Quest’anno  contiamo essere almeno altrettanti e abbiamo organizzato  tante altri eventi per rendere la festa più speciale:  giochi, attività per i più piccini, premi davvero importanti.

VI  ASPETTIAMO!