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Cani e gatti, ma anche volpi e faine sono le ignare vittime di un fenomeno che si ripete puntualmente ogni anno: le esche avvelenate.

Anche se non si hanno dati precisi, è certo che ogni anno migliaia di animali domestici e un numero sensibilmente più alto di selvatici perdono la vita per l'ingestione di esche avvelenate.

Una morte atroce e un danno ambientale


I bocconi avvelenati provocano una morte atroce.

La stricnina è un veleno letale che agisce sul midollo spinale. Chi muore avvelenato da stricnina mantiene piena coscienza e percepisce il dolore fino alla fine.

Quando un veleno viene disperso sul territorio esso non si limita a uccidere l'animale che lo ingerisce, ma rimanendo a lungo attivo nei tessuti delle vittime provoca danni duraturi e difficili da quantificare alla fauna e all'ambiente.

Esso innesca una lunga catena di morti successive e inquina irreparabilmente il suolo e le falde acquifere.

Un altro aspetto non trascurabile è il pericolo per la salute pubblica: chi dissemina esche lo fa talvolta curandone l'aspetto estetico e presentandole nella forma più appetitosa e meno sospetta.

Per esempio le salsicce avvelenate trovate nei parchi cittadini confezionate in contenitori d'alluminio come fossero appena cadute dalla borsa della spesa, possono attirare dei bambini, oppure persone appartenenti a categorie socialmente disagiate.

 

Come difendersi dalle esche avvelenate

 
  • Prestare molta attenzione quando si è all'aperto agli animali domestici e ai bambini.
  • Non raccogliere cibo a terra.
  • Nel caso di rinvenimento sospetto, segnalarlo immediatamente ai Vigili Urbani o ai Carabinieri.
  • Rompere il velo di omertà e denunciare ogni caso di avvelenamento, fornendo alle forze dell'ordine le indicazioni utili all'identificazione delle persone.

 

Come riconoscere le esche avvelenate

 
  • Il veleno può nascondersi in polpette di carne macinata cruda o cotta, uova, salsicce, mortadella, colli di gallina, oppure possono essere sparsi granuli di veleno puro.
  • I veleni si trovano più spesso nei centri urbani - colonie di gatti in libertà - e nei parchi pubblici, ma anche in campagna.
  • A rischio sono tutti gli animali non custoditi e i bambini.

 

Cosa fare in caso di avvelenamento

 
  • Nel caso di presunto avvelenamento di un animale domestico, avvertire immediatamente un veterinario.
  • In caso di emergenza, rivolgersi alla una clinica veterinaria più vicina. E' importante far vomitare il cane o il gatto: in assenza di farmaci adatti (emetici), somministrare una sospensione di chiara d'uovo montata a neve unita ad acqua calda molto salata.
  • Mantenere il soggetto tranquillo e non somministrare in nessun caso latte. Evitare qualsiasi stimolo sonoro.

 

I sintomi più comuni

 
  • Stricnina: si può avere rigidità muscolare, attacchi convulsivi, aumento di sensibilità agli stimoli, tetania dei muscoli respiratori.
  • Veleni neutropi: dai 30 min alle 2 ore dopo si ha l'irrigidimento degli arti, incapacità a stare in piedi, respiro difficoltoso e crisi convulsive, può esserci vomito.
  • Veleni emorragici: dopo qualche giorno dall'ingestione compaiono fenomeni emorragici che, se solo interni, causano pallore delle mucose, respirazione difficoltosa, stato di grave prostrazione: non c'è mai vomito.
  • Veleni tossici sul sistema gastrointestinale: compare precocemente vomito e diarrea anche emorragica con dolore addominale.

 

 
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